Sunto della Petizione presentate al Comune di Lentate sul Seveso

ai sensi dell’art. 40 dello Statuto del Comune di Lentate sul Seveso e in forza delle firme dei cittadini allegate alla presente così composte: 1055 firme di cittadini residenti in Lentate, …presenta la seguente PETIZIONE, che richiede all’Amministrazione Comunale la revisione del progetto, oggetto di PII – Piano Integrato di Intervento, di Iniziativa Privata (Ambito territoriale “ex Area Schiatti”), la cui approvazione costituisce variante al Vigente PGT di Lentate sul Seveso. Il suddetto PII ha come scopo la completa demolizione del complesso dell’”ex Manifattura Schiatti” per far posto ad un ipermercato e a due RSA – Residenza Sanitaria Assistenziale.

Le richieste del Comitato Schiatti sono le seguenti:

1LA CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI CHE COSTITUISCONO IL PERIMETRO DEL COMPLESSO SCHIATTI (Palazzina uffici e cortine sulle vie Matteotti e Cesare Battisti) come da immagini allegate

La richiesta di salvaguardia delle parti della Manifattura Schiatti, nasce dalla consapevolezza che il sito possiede importanti valori:

  • memoria storica perché è stata la maggiore fonte d’occupazione per la popolazione di Lentate.
  • valore architettonico:
  • Censita nel Sistema Informativo Beni Culturali – della Regione Lombardia, nella tipologia “architettura industriale e produttiva”, come bene culturale.
  • Il FAI – delegazione di Monza, ha organizzato visite guidate durante le “Giornate FAI di Primavera 2015.
  • valore urbanistico:
  • Ha caratterizzato l’ampliamento del tessuto urbano storico del paese. Ha favorito la costruzione di abitazioni ad essa legate – dalle ville dei proprietari, alle case per i dirigenti e per gli operai.
  • La Palazzina Uffici, in allineamento al Palazzo del Comune presenta lo stesso tipo di architettura e posti di fronte all’attuale Croce Rossa, definisce uno slargo visivo significativo, inserendosi nel concetto di “sistema di piazze”.

Salvaguardare la Schiatti non è solo una richiesta del Comitato, ma è esplicitamente richiesta dalla Provincia di Monza e Brianza che nell’analizzare il Piano Integrato di Intervento e richiama alcuni obiettivi come la “Conservazione dei singoli beni paesaggistici”, la necessità di “salvaguardare edifici  e manufatti di maggiore caratterizzazione, elementi testimoniali e costruttivi della struttura edilizia produttiva storica che si deve evitare di perdere, limitando il più possibile le demolizioni…”

Il Comitato Schiatti chiede all’attuale Amministrazione di sviluppare una sensibilità finalizzata al recupero di una piccola parte della Schiatti, in coerenza con gli obiettivi dell’Amministrazione stessa finalizzato a promuovere un “Museo Diffuso sul Territorio”.

Perché si chiede di mantenere questi edifici:

  • Sono perimetrali e lasciano completamente disponibile tutto il resto del lotto, La struttura semplice, la dimensione ridotta dei corpi di fabbrica e il migliore stato di conservazione garantiscono la possibilità di recuperarli a costi accessibili.

Finalità del recupero

  • Il Comitato propone che gli edifici da recuperare vengano destinati alla collettività e destinarli, ad attività compatibili con la loro struttura. La Palazzina uffici presenta al primo piano uno spazio sufficientemente grande (circa 250 mq) per ospitare una sala dove si potrebbero fare conferenze, mostre, consiglio comunale, lezioni, presentazioni, iniziative dei giovani….ben lontana dall’essere un auditorium, ma sicuramente sufficiente per le attività cittadine.
  • Il piano terra della Palazzina potrebbe essere utilizzata per le associazioni o per iniziative dei giovani di Lentate.
  • L’edificio a cortina che costeggia via Matteotti rappresenta un’ottima occasione per realizzare un portico portando le aperture delle finestre fino a terra, facendolo così diventare il vero marciapiede Su questo portico si potrebbero affacciare le vetrine delle varie attività commerciali, e potrebbe essere arricchito da immagini che raccontano la storia della Manifattura, ma anche del territorio in generale…diventando così il punto di partenza del “Museo Diffuso”.
  • Il piano primo dell’edificio a cortina, potrebbe essere destinato a localizzare spazi attrezzati per i giovani aspiranti professionisti, adatti quindi al coworking piuttosto che a quello che è ormai universalmente definito Incubatore di impresa.

Modalità del recupero

Il Comitato Schiatti suggerisce all’Amministrazione Comunale di aprire un tavolo di contrattazione con la proprietà con lo scopo di farsi cedere gli immobili oggetto di questa petizione nello stato in cui versano ora, e successivamente attivarsi sul fronte del recupero di finanziamenti pubblici e privati, europei e non, attraverso bandi o accordi con banche o altri enti, seguendo l’esempio di altre realtà che sono riuscite a realizzare questo tipo di programmi, in modo da poter stabilire un percorso di risanamento economicamente assistito.

2- LA REVISIONE DEL PROGETTO DELL’IPERMERCATO

Il Comitato dice un FERMO NO!! alla realizzazione dell’ipermercato perché non risponde alle necessità della cittadinanza.  Nel territorio comunale ci sono troppi punti vendita alimentari: l’Iperal in fase di costruzione, il Bennet, l’Eurospin, l’imminente insediamento commerciale presso l’area “ex Carrefour”, e nei territori dei comuni limitrofi, vi sono altri ipermercati/centri commerciali in funzione.

L’ipermercato danneggia la comunità lentatese e avrà una ricaduta negativa sui piccoli negozi esistenti.

Il piccolo negozio di vicinato rappresenta un luogo di socializzazione, che va salvaguardato. 

L’ipermercato porta pesanti criticità ambientali: 

  • Problemi di viabilità:

unitamente alla realizzazione della RSA, la struttura commerciale in progetto porterà nel centro di Lentate pesanti problemi di traffico, che non saranno solo sulle via Garibaldi, Matteotti e Cesare Battisti, ma avranno ripercussioni sulla Strada Provinciale 44 bis e su tutto il circondario, situazione denunciata anche dalla Provincia di Monza e Brianza.

La Cesare Battisti è una via di dimensioni ridotte e sarà sottoposta al traffico dei mezzi pesanti che provvederanno all’approvvigionamento delle merci per le due strutture (iper e RSA) e all’allontanamento dei loro rifiuti.

Si ritiene che la pista ciclo-pedonale da realizzarsi sulla Via Battisti e proposta come variante migliorativa del progetto dall’Amministrazione, sia incompatibile con il traffico dei mezzi pesanti previsti sulla via.

  • Problemi di inquinamento atmosferico, acustico e di gestione dei rifiuti

La preoccupazione per l’aumento del traffico all’interno di un sistema stradale di paese suscita preoccupazioni anche per il conseguente inquinamento atmosferico e acustico.

La Provincia di Monza e Brianza, ha espresso la propria preoccupazione in merito agli effetti ambientali derivanti dalla mobilità (in termini di emissioni climalteranti, emissioni inquinanti nocive, effetti sulla salute, componente rumorosa).

Anche l’ATS Brianza, ritiene che la nuova struttura di vendita di media superficie possa comportare significative ricadute sulla salute pubblica, con particolare riguardo alla vicina futura RSA, meritevole di particolare tutela sia sotto il profilo acustico, che di qualità ambientale, per la quale si auspica la realizzazione di adeguati spazi destinati a verde fruibile da parte degli ospiti.

Cosa chiede il Comitato

Il Comitato richiede, in alternativa all’ipermercato, la realizzazione di una struttura architettonica adibita all’installazione di più attività commerciali e/o artigianali, che garantiscano:

  • l’apertura di negozi di vicinato, con una dimensione e un impatto congruo alla dimensione del paese di lentate e con una pluralità di prodotti di vendita
  • la possibilità di dar vita a nuove iniziative commerciali e/o artigianali da parte di giovani, imprese familiari, nuovi imprenditori o vedere il trasferimento di attività esistenti
  • la preservazione del tessuto commerciale minimo esistente in Lentate
  • la presenza del valore aggiunto portato dal negoziante, ossia la sua importanza sociale e la sua capacità di mantenere vivo il centro del paese.
  • La creazione di un centro che rappresenti luogo di aggregazione per la popolazione.

Questa struttura architettonica può essere addossata o realizzata nei pressi degli edifici recuperati/da recuperare della Ex Schiatti, come precedentemente scritto.

Se rimane la volontà del privato proprietario di realizzare un supermercato, si richiede che questo abbia dimensioni coerenti con la dimensione del paese ed il suo centro.

3- LA RESIDENZA SANITARIA ASSISTENZIALE

Per quanto riguarda la realizzazione di due RSA, in unico stabile, come da progetto di PII, il Comitato richiede modifiche in due direzioni:

  • architettonica
  • differenziazione dell’offerta

Le due richieste, in realtà risultano andare di pari passo.

Modifica architettonica del progetto

Questa edifico appare più consono ad ambienti metropolitani. Oltre all’imponenza, il Comitato e la cittadinanza contestano la composizione architettonica dello stabile, che si presenta monoblocco, poco articolato. Una struttura che esprime un senso di reclusione per gli anziani che vi vivranno, anche per la carenza di spazi aperti e spazi a verde, dove gli anziani possano sostare all’esterno o fare una passeggiata, grazie ad una loro autosufficienza, o perché accompagnati da personale addetto o parenti.

Il Comitato richiede una riprogettazione architettonica, che preveda la suddivisione dei servizi offerti agli anziani in più corpi di fabbrica, di dimensioni ridotte e più spazio verde.

Differenziazione dell’offerta

Può essere utile offrire una soluzione classica di RSA, di dimensioni ridotta rispetto a quanto previsto e per le persone autosufficienti, che hanno bisogno di cura ed aiuto costante dal punto di vista medico, piccoli appartamenti, mono-bilocali.

4- LE AREE A VERDE

Esigenza fondamentale degli anziani e di tutta la popolazione è quella di avere spazi verdi e in una vera piazza, non solo su parcheggi ed un ipermercato.

Lo spazio verde non è assolutamente garantito dal progetto, neppure con le modifiche apportate alla fine del mese di febbraio 2020, che prevedono una piccola area verde, di circa 300 mq su di un lotto di circa 18.000 mq. E gli alberi piantati tra i parcheggi non possono essere considerati spazio verde.

La Provincia di Monza e Brianza, segnalava la necessità di sviluppare, in fase attuativa (operazione che il Comitato ritiene impossibile per come è organizzato attualmente il progetto), un adeguato progetto del verde e della mobilità dolce integrata, così come la ATS richiede più spazio verde per gli ospiti della RSA.

5- CONCLUSIONI

Il Comitato Schiatti e i cittadini che hanno aderito alla raccolta di firme, richiedono all’Amministrazione Comunale di Lentate di farsi portavoce delle modifiche richieste con la presente petizione, in modo da garantire un progetto a misura di cittadino lentatese, che rispetti le caratteristiche che fortemente caratterizzano il nostro paese, consci che il progetto di riutilizzo di un’area così strategica e centrale come quella dell’ex Area Schiatti rappresenta una opportunità da non perdere per costruire la futura qualità di vita del nostro paese.